JOURNAL; DAY 5

Posted by:

|

On:

|

Giusto ieri mi è arrivata una mail con mittente Echo, una mail in merito al conguaglio del nostro soggiorno nella casa in cui attualmente vivo. Vorrei capire cosa mi infastidisce così tanto, dei suoi messaggi, della sua indifferenza, ma riconosco che non è qualcosa che posso controllare o qualcosa che ormai fa parte della mia vita, più che mai ora mi sento di dire che la mia vita è senza di lui, ma probabilmente è sempre stata senza di lui.

In questo momento non è tanto quello che vorrei controllare di lui, quanto, quello che vorrei sapere, ma sono più che certa che se sapessi cosa pensa veramente, non so quanto incida su di me, sulla mia vita, vorrei solo liberarmi dal senso di colpa, vorrei liberarmi dalla sensazione di sentirmi un oggetto, di sentirmi inutile, di sentirmi pesante, di non sentirmi abbastanza. Vorrei essere stata importante per lui, vorrei che soffra al pensiero di vedermi più felice e realizzata di quanto non lo fossi con lui, ma mi rendo conto che non lo farei per me, bensì per lui.

Sicuramente ci sono tante cose di cui mi pento, tra cui la dipendenza affettiva, la mia assertività continua, il mio piegarmi a tutti i suoi capricci, avrei dovuto avere dei muri più solidi, delle barriere più strutturate che mi avrebbero permesso di non cadere ogni volta ai suoi piedi per ogni pianto, per tutte le sue scenate di vittimismo. Guardo indietro però e vedo una persona estremamente fragile, incapace di prendere una posizione perché tutto quello che desideravo era essere amata, incondizionatamente.

In questo momento mi sento un po’ persa, cerco costantemente di evadere, cerco costantemente di impegnarmi a fare cose che possano mantenermi impegnata nei miei pensieri, forse se smettessi di pensare che ipoteticamente lui sia già in cerca di qualcun altro o qualcos’altro, forse riuscirei a concentrarmi meglio sullo studio, sull’attività fisica, sul pattinaggio sui miei progetti, sui miei desideri veri ed insiti, invece come sempre, scappo. Scappo dai problemi dalle persone dalle responsabilità, per non sentire i miei pensieri.

Sicuramente continuare a pensare a cosa stia facendo consapevole di cosa è successo l’ultima volta che siamo stati insieme, non è salutare, prima di tutto perché non dovrebbe essere di mio interesse e peggiora solo il mio stato d’animo perché mi fa sentire sostituibile ed inutile, inutile il tempo che ho trascorso con lui e il tempo che gli ho dedicato fino ad annullarmi.

L’unica cosa che posso controllare è il mio futuro, il passato è indelebile e non modificabile.

Il mio passato ha reso la me del presente una persona più responsabile e consapevole, per cui sono felice delle mie scelte, ma sarò ancora più felice delle mie scelte future.

A me.

Posted by

in