In questa pagina di diario ti scrivo una lettera.
Ciao Echo,
è un po’ che non parliamo ed è strano scriverti perché vorrei non doverti più né sentire né parlare, ma in questo momento sembra necessario per potermi ricordare che per tutti questi mesi mi sono accontentata di qualcosa che in realtà non era ciò che volevo.
Quanto ci siamo conosciuti sembrava tutto così perfetto, una favola, mi recitavi sempre parole dolci, eri sempre lì a cercarmi, con il desiderio di vedermi, di dimostrare che volevi me. Ecco cosa mi mancava, l’essere vista, desiderata, amata, questo era tutto ciò di cui avevo bisogno nel momento in cui ci siamo conosciuti e tu hai saputo benissimo come darmelo. Pensavo che da lì avrei avuto finalmente accanto una persona con cui condividere tutto, cene a lume di candela insieme, lunghe passeggiate, lunghe chiacchierate, conversazioni che durano all’infinito, viaggi interminabili in macchina, viaggi in aereo, passioni condivise, complicità di coppia. Che grande illusione e delusione.
Speravo che il nostro rapporto si evolvesse così come si sarebbero evolute le nostre vite, mentre molto probabilmente più la relazione avanzava e più rimanevamo incatenati ad una relazione che non volevamo, tu perché probabilmente desideravi zero impegno fisico ed emotivo, io che avrei voluto una persona che mi accompagnasse mano nella mano nella mia vita ma io camminavo e tu rimanevi fermo.
Non nego che ci sono cose che sicuramente mi avrai dato, ma dopo la convivenza tutto è diventato più chiaro, non hai mai desiderato convivere con qualcuno, semplicemente vivere da solo senza alcun disturbo, volevi un’inquilina e mai una compagna. Avrei voluto più comprensione nella stanchezza lavorativa, avrei voluto più collaborazione in casa, avrei voluto che mi ascoltassi senza giudicarmi nella lentezza del processo di guarigione, avrei voluto che fossi più paziente con me, avrei voluto che mi amassi veramente.
Avrei voluto che mi amassi veramente, nel modo in cui amo io, dove le parole sono l’ultima cosa che arriva mentre i fatti sono ciò che contano di più, le piccole cose, mentre tu non andavi più in là di coccole e belle parole, ma è veramente amare se non valorizzi mai la persona che ti sta accanto e che ti supporta in tutto quello che fai?
Non ho mai capito se chiedessi troppo, ho sempre chiesto collaborazione, ma sembrava una richiesta impossibile, nonostante lavorassi dodici ore al giorno fuori casa, non mi ha nemmeno mai preparato la cena se non tu stesso ne avessi il bisogno, l’aiuto in casa era quasi inesistente, se non fossi stata io a sollecitare le pulizie insieme probabilmente avresti solo passato il giorno in casa a fare nulla.
Perché non potevamo uscire mentre ora lo fai? Sembrava quasi che il motivo per cui tu avessi così tante responsabilità fosse mia, quando non ho mai forzato nessuno in niente, è stata anche una tua idea andare a vivere insieme. Perché dovevo sentirmi sempre in colpa per tutto quello che facevo, tutto questo è ridicolo.
Forse avrei voluto essere amata di più, avrei voluto essere compresa di più, avrei voluto che si fosse puntato meno il dito verso di me e invece fare prima un’analisi introspettiva per analizzare cosa veramente non andava, invece il tuo capro espiatorio ero sempre io e per te sono diventata trasparente.
Forse ho desiderato così tanto di essere accettata per quello che ero senza eccezioni eppure mi sono comunque ritrovata a scendere a compromessi con te e cambiare per te, perché tutto quello che ero a te infondo non andava più bene, ero troppo diversa, eravamo troppo diversi, pensavo sarei riuscita ad amarmi di più vedendomi con i tuoi occhi, ma forse i tuoi occhi mi vedevano solo come una bambola per i tuoi bisogni.
Forse la mia idea di te era diversa, forse quando ci siamo conosciuti eri una persona diversa, forse ti ho cambiato, ma ho associato tutti i tuoi problemi a te e ho aspettato che qualcosa cambiasse, che fosse tutto temporaneo che forse amandoti di più mi avresti amato di più, ma non volevi stare meglio, non potevi cambiare c’erano parti di te che sono sempre state così e ho deciso di non vederle perché volevo dimostrarti che l’amore incondizionato esiste e te ne sei approfittato alla stragrande, ma amare non vuol dire approfittarsi di qualcuno.
Ora so che amare non è sacrificarsi, ora so essere in una relazione non vuol dire essere costantemente in ansia, so che non devo elemosinare attenzioni, so che amarsi è più importante di essere amati perché probabilmente avrei terminato la nostra relazione molto prima.
Farsi delle aspettative in una relazione forse è sbagliato, ma questo non vuol dire che una persona debba adattarsi a ciò che desidera l’altro, perché in ogni caso bisogna rispettarsi ed amarsi in una relazione.
Non so se fosse amore o bisogno quello che provavamo l’uno per l’altra, so di non essere stata perfetta come fidanzata, ma ho sicuramente fatto il possibile per rendere la tua vita più semplice, non ho rimpianti, non cambierei nulla perché oggi so che amarti è stato giusto ma amarti più di quanto amassi me stessa mi ha spezzata.
Non ho ancora una chiara idea di cosa sia amore sano in una relazione, forse ora non lo so ma presto ne avrò consapevolezza, ora devo lavorare sui miei desideri, sulle mie passioni, su ricostruire la mia vita su di me.
Non rinnegherò mai la nostra relazione, sei stato importante, fondamentale, una parte della mia vita che rimarrà circoscritta alle cose del passato che mi hanno portato ad un futuro migliore.
Quindi grazie di tutto.
Buona vita,
Jiggwy.