JOURNAL ; August 4th

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Mi sento totalmente sopraffatta. Ci sono cose, parti e situazioni della mia vita a cui ancora non riesco ad assegnare una giusta collocazione. Mi sento totalmente assorbita da quello che mi circonda e non riesco a visionare chiaramente cosa mi aspetta.

Mi sento in un limbo e ci mancava soltanto questa confusione emotiva. Mi chiedo come si fa a ventisette anni a rincoglionirsi così tanto per un tipo che si conosce da un mese e mezzo, una settimana e mezza fa non mi tangeva minimamente la sua presenza, ora mi sento una cretina tutte le volte che mi chiama.
Poche sere fa siamo andati insieme a vedere un concerto e già le cose erano cambiate, ma non so come sia successo. Non so cosa sia successo, ma continuo ad avere una strana sensazione, quella sera ero nervosa ma è stato estremamente divertente, se non ci fosse stato lui non sarebbe stato altrettanto piacevole, voglio essere sincera con me stessa che in alcuni momenti avrei voluto che ci fosse più contatto fisico, che lui mi cercasse di più, ma non l’ha fatto e forse per me dovrebbe essere un campanello d’allarme, no?
Siamo stati entrambi abbastanza chiari sul non volere nulla tra le persone del gruppo, ma il giorno seguente, ieri, il mio umore era a terra, non avevo nemmeno voglia di andare a questo maledetto compleanno, avevo paura qualcosa fosse cambiato, forse per me qualcosa è veramente cambiato, ma sapevo benissimo che per lui non era così, non volevo crearmi aspettative false. Andai con l’umore a terra, soprattutto perché sapevo lì ci sarebbero state delle belle ragazze alle quali lui potenzialmente poteva fare il filo. Sono arrivata e niente, lui era in disparte, silenzioso, strano decisamente, forse era stanco, molto probabilmente. Ci siamo salutati, lui mi ha abbracciato, mi ha trattenuta per qualche secondo. Di nuovo, non capivo, era così con tutte?
Sembrava ci fosse un lieve muro tra di noi, eravamo imbarazzati ma non sapevo per quale motivo.
Vedevo che continuava a gironzolare vicino a me, senza realmente avvicinarsi. Era come un ghiaccio che doveva essere rotto.
Magicamente, ci siamo ritrovati seduti vicini, per puro caso, movimenti di posti ed asciugamani, eravamo vicini, così tanto che le nostra gambe si toccavano e il suo braccio si appoggiava su di me.
Era di nuovo lui, eravamo tornati a scherzare, lui sembrava aver riacquisito tutte le sue forze. Ancora non capisco, ero io?
La serata finisce, sono la prima persona che saluta, mi abbraccia, di nuovo una stretta che dura qualche secondo, e le nostre mani si toccano finché lui non era diventato troppo lontano.
Il caso vuole che le devo accompagnarlo a casa.
In macchina siamo come una coppia di fratelli che bisticciano, sempre a battibeccare, ci viene fatto pure notare della nostra strana interazione.

Di nuovo, non capisco.
Vorrei capire, è davvero tutto nella mia testa?

Mi chiama, più di una volta al giorno, mi videochiama. Ma lo ha sempre fatto.

Lo fa con tutte, forse io sono solo una come tante e mi fascio troppo la testa, vero? …oppure no.

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