JOURNAL ; Day 1

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Ammetto che in questo momento non è facile dover ammettere che non sto bene, ma so di doverlo fare per poter stare meglio, voglio affrontare questo percorso di guarigione di me stessa e ora è il momento giusto. Una nota positiva per me è comprendere che a volte non si comprende quanto una situazione possa soffocarci e farci star male finché non ne sei uscito e tutti ti fanno notare che ora stai decisamente meglio.

Oggi voglio affrontare i miei sentimenti, pormi e rispondermi a delle domande che possono aiutarmi a curare al mia dipendenza affettiva, forse non saranno utili, ma sicuramente creeranno un distacco.

  1. Come mi sento? Penso di sentirmi delusa onestamente, sia da me stessa dal non aver avuto una fermezza e rispetto nei miei confronti, sia una grande delusione nei confronti della persona a che ha causato questo mio stato d’animo. Riconosco che per tempo ho ricercato a lungo una sensazione di conforto in lui, quando per mesi mi ha dato instabilità e senso di insicurezza, quell’amore incondizionato era svanito e dovevo lottare per essere vista. Mi sento leggermente presa in giro, non per il comportamento ma per le parole usate, non nego che nemmeno io sono più innamorata, ma l’idea di essere sostituibile mi infastidisce, ho sempre avuto il desiderio di sentirmi unica, indimenticabile ed insostituibile, eppure lo sono. Questo è ciò che mi fa decisamente più male, mi fa sentire triste perché desidero questo più di ogni altra cosa, ma eventualmente dovrò capire che tutti siamo sostituibili.
  2. Quando ho pensato a lui oggi? Lo faccio abbastanza spesso sinceramente, in particolare quando il suo profilo mi si è palesato su tiktok. Penso ancora spesso a lui ma semplicemente perché è da molto poco che ci siamo rivisti, mentre partecipo ad eventi con altre persone fortunatamente riesco benissimo a staccare la spina, quando la noia mi assale però, i pensieri cominciano ad accumularsi nella mia testa e diventa difficile non direzionare il pensiero lì, già da ieri però il flusso è diminuito e sono certa che gradualmente sparirà.
  3. Cosa ho fatto per me oggi, anche se piccolo? Crearmi questo piccolo spazio di scrittura, scrivere per me è catartico ma so benissimo che dovrei implementare delle attività che mi permettano di avere un miglior rapporto con me stessa, sicuramente l’attività fisica è una di queste, avere delle amicizie sincere è un’altra, dormire abbastanza, dedicarmi tempo a sufficienza per soffrire e stare nel mio dolore, ma allo stesso tempo crearmi delle situazioni in cui scappare. Oggi vorrei continuare a leggere, domani mi iscriverò in palestra, sabato riprenderò a correre, domenica starò con la mia famiglia. Ora la mia vita è costellata di attività che riguardano me e la mia felicità. Quasi piango scrivendo queste ultime parole.
  4. Cosa mi fa più paura di perderlo per sempre? Al momento nulla, non ho paura di perderlo per sempre, anzi. Inizialmente pensavo di avere solo lui come fonte di supporto ma so benissimo di essere la mia stessa fonte di supporto, una solida roccia che difficilmente si riesce a scalfire. Lui per me era diventato un ostacolo dal poter stare bene, ero costantemente terrorizzata. Qualsiasi cosa facessi mi faceva dubitare di me, ero diventata una bambina terrorizzata che aveva paura che al prossimo passo avrei potuto perdere tutto l’amore del mondo. Così ho creduto, per le successive due settimane, poi ho avuto un forte crollo emotivo, sono caduta fortissimo e con le mie gambe mi sono rialzata. Come ho sempre fatto, a testa alta mi sono evoluta ancora, verso la versione migliore di me stessa.
  5. Qual è una cosa che oggi avrei voluto dirgli ma non ho detto? Che probabilmente non è la stessa persona che ho conosciuto un anno e mezzo fa, che molto probabilmente sono delusa dal suo comportamento, perché non mi ha portato rispetto per tutto il periodo della rottura, ma va bene così perché non devo più aspettarmi nulla da lui, lui non è più mia responsabilità e io non sono più la sua. IO SONO LA MIA RESPONSABILITA’. Quindi quello che vorrei dirgli è buona fortuna per tutto.
  6. Mi sono rispettata oggi? In che modo? Sì, direi di sì. In tutto ciò che faccio oggi mi rispetto perché valorizzo la me di ora, mi curo, mi prendo cura del mio corpo e della mia pelle, sono più gentile con me e forse mi voglio anche più bene.

Questo è ciò che da ora in poi dovrò cercare:

Essere insostituibile per me stessa.

Sto facendo il lutto non di lui, ma della me che stavosacrificando per essere amata.

Non sono più una “figlia che cerca amore”, ma una donna che si ama abbastanza da non elemosinare più affetto.

Tutto questo per te, piccola Eli.

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