Diary of a mess: about forgetting

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A volte non ci rendiamo conto quanto qualcosa ci soffoca finché non ricominci a vivere. Non dico questo con rancore verso la persona con cui sono stata, provo forse rabbia verso me stessa perché per l’ennesima volta mi sono messa in secondo piano e mi sono trascurata nelle mie necessità e in ciò che sono.

Mi rattrista perché ora metto in dubbio tutto, ma alla fine va bene perché sono stata amata in un modo che probabilmente non è il modo in cui voglio essere amata, non è come voglio scendere a compromessi con la mia vita e alla domanda che la mia psicologa mi ha fatto, se volessi vivere così la mia vita e se volessi essere amata così, ho risposto no.

No al non scendere mai a compromessi.

No al saper soltanto esprimere ciò che si prova con le parole senza mai dimostrarlo con le azioni.

No al non saper essere comprensivi verso la stanchezza.

No al dimostrare affetto solo con il contatto fisico.

No. Non voglio essere amata così, non voglio vivere così.

Ci ho messo così tanto a capirlo, a sentirmi in colpa per aver chiesto troppo, mi sentivo sempre come se chiedessi la luna. Ho sempre avuto paura di chiedere cose, fare cose, ormai ero sola.

Non credo ci amassimo più, non credo che tu mi amassi più, forse non mi hai mai amata o forse non ho mai capito cosa volesse dire amare veramente.

Per me va bene così, troverai la persona per te, perché mi dispiace ma decisamente, non eri e non sei la persona per me.

Per la prima volta dopo due mesi, mi sono dimenticata di te, non sono stata tutto il giorno a pensare a te ed è stato fantastico.

Finalmente riesco a dormire.

Finalmente mi sento di nuovo viva.

Per quanto ti abbia amato, la nostra storia è finita e ne sono felice.

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