Diary of a mess: about endings

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Incredibile come le cose possano crollare in un istante, come le certezze che una persona ha possano sgretolarsi nel nulla nel tempo di un attimo. Questo è quello che ho provato oggi, sgretolarsi, sgretolarmi.

Ho questo intensa stretta al petto che mi fa quasi venire da vomitare, ho questa paura impellente che mi fa far fatica a respirare, sembra che tutto sia perso, sembra che tutto ciò che avevo previsto potesse andar male, sta andando male. Non riesco a gestirla, non riesco a distogliere il pensiero da questa perdita, ogni volta che mi riavvicino si allontana sempre di più. Manca poco, al trasferimento, alla fine di questo contratto e anche alla fine di tutto ciò che ci accomuna, non c’è più niente che ci tiene insieme e non c’è più niente che mi possa far pensare che le cosa da qui a qualche tempo andranno migliorando.

Sicuramente è stato sbagliato, ritoccare il paradiso per un secondo per poi essere scaraventata a terra con una forza e rapidità che potrebbe uccidere chiunque, io provo questo. Sono stata uccisa e io sono l’artefice, ho voluto troppo, sono stata presuntuosa e ho voluto più di quello che avrei voluto dovere e ora mi ritrovo sola, senza nulla, completamente persa nei miei pensieri che mi tartassano, mi perseguitano, che mi paralizzano da qualsiasi azione.

Vorrei uscirne, ma sembra un tunnel senza fine, vorrei poter distaccarmi dai pensieri e riuscire a respirare.

Non ci riesco, sembra ancora troppo presto.

Voglio solo respirare di nuovo.

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